«Se un gatto nero vi attraversa la strada significa
che l’animale sta andando da qualche parte»
Groucho Marx
Presentazione
L’umorismo incrina lo scorrere del mondo, insinua dubbi, sorprende, scava nelle contraddizioni e nei vuoti. Usa gli strumenti della comicità come innesco per fare esplodere il senso. Il testo umoristico si costruisce con uno sguardo laterale sulla società, sulla logica, sul consueto. Come nasce una battuta e come si può morire dal ridere? In questi quattro incontri lavoreremo sulla scrittura umoristica: studieremo tecniche e meccanismi comici, costruiremo situazioni e personaggi e ascolteremo con attonito interesse l’ospite di questa edizione: lo Sgargabonzi.
Nessuna risata è stata maltrattata per realizzare questo laboratorio.
Programma
INCONTRO 1: RIDERE O CHICXULUB
Cosa ci fa ridere e cosa no? Si può ridere di tutto? Ma soprattutto: si può non ridere di tutto? Che rapporto ha l’umorismo con la società? Il primo incontro sarà dedicato alla definizione dell’umorismo e ai suoi rapporti con la comicità.
INCONTRO 2:LA TRISTE FIGURA
Come si crea un personaggio umoristico? In cosa è diverso da noi? Che rapporto ha con la tristezza, il dolore, il fallimento? Ci dedicheremo alla creazione di personaggi umoristici e dei mondi che li circondano.
INCONTRO 3: LE CONSEGUENZE DELLE PREMESSE
Come far ridere? Ci sono dei metodi sicuri? E se falliscono? Sono metodi insicuri? Come non far ridere per far ridere? In questo incontro ci addentreremo nelle tecniche comiche e proveremo ad applicarle in chiave umoristica.
INCONTRO 4: GIOGHI DI PAROLE
I giochi di parole sono tristi e ritristi? Come funzionano le battute? Breve panoramica su alcune forme della comicità di parola seguita dall’intervento speciale dello Sgargabonzi.
L’insegnante
Feedback degli allievi
Clima di apertura e accoglienza
Il laboratorio è stato strutturato in modo molto completo e accessibile. L’alternanza tra teoria ed esercizi aiuta a fissare i concetti, esercitarsi a scrivere e alleggerisce il carico. Mi sono divertita molto e non ho sentito né pressioni, né paura del giudizio dell’insegnante o del gruppo. Ho avuto l’impressione che si fosse creato un clima di apertura e accoglienza, che mi ha aiutato ad espormi e lavorare in modo tranquillo e sereno.
