Tutte le stupende illusioni

Ogni uomo, si disse, doveva avere il coraggio di affrontare la nuda realtà. Il coraggio di guardare negli occhi il Qui e il Momento attuale! Tutto quello che non rientrava in questa norma doveva sparire.

Scritture Oblique 3 min di lettura
Tutte le stupende illusioni

«Si cominciò col passare sotto censura i libri di vignette umoristiche, poi i romanzi gialli e, naturalmente, i films, questa o quella tendenza, questo o quel gruppo, ideologie politiche, pregiudizi di carattere religioso, pressioni sindacali; c’era sempre una minoranza, che aveva paura di qualche cosa, e una maggioranza, che aveva paura del buio, paura del passato, paura del futuro, paura del presente, paura di sé e della propria ombra per giunta.»
«Già.»
«Paura della parola “politica” (che alla fine divenne sinonimo di comunismo tra gli elementi più reazionari, a quanto so, e poteva costarle la pelle pronunciarla, architetto) e da’ un colpo di vite qui, stringi un bullone là, un’altra spinta qui, uno strattone là, una schiacciatina laggiù, l’arte e la letteratura finirono in breve per essere due lunghezze di corda molto lusinghiera che ti giravano intorno, e annodate a treccia e strette in nodi e gettate un po’ da per tutto, non avevano più né elasticità né sapore. Dopo di che le macchine da ripresa cinematografiche si fermarono di colpo e le sale di proiezione si fecero buie del tutto e le macchine da stampa si ridussero a spicciare da un gran Niagara di materiale leggibile un innocuo rivoletto di elementi “purificati”. Oh, perfino la parola “evasione” era diventata sovversiva, mi creda!»
«Davvero?»
«Altro che! Ogni uomo, si disse, doveva avere il coraggio di affrontare la nuda realtà. Il coraggio di guardare negli occhi il Qui e il Momento attuale! Tutto quello che non rientrava in questa norma doveva sparire. Tutte le stupende illusioni letterarie, gli infingimenti, i voli della fantasia dovevano essere presi a fucilate a mezz’aria! Per cui li misero in fila con le spalle al muro di una biblioteca, una domenica mattina di trent’anni fa, nel 1975, li misero al muro, Babbo Natale e il Cavaliere Senza Testa, Biancaneve, Rumpelstiltskin, Mamma Oca, Pinocchio (Dio, i gemiti!), e li fucilarono tutti quanti, e arsero i castelli di carta e le ranocchie fatate e i vecchi re, le reginotte e tutti coloro che vissero felici e contenti dopo di allora (perché naturalmente era un fatto che nessuno mai visse felice e contento dopo di allora) e “C’era una volta” divenne “Mai e poi mai”! E sparsero le ceneri della Dama Bianca sulle macerie della Terra di Oz e Pierino Porcospino fu strangolato con una lunghezza di quella fettuccia rossa, onde sono legate le pratiche ministeriali. La Bella Addormentata si svegliò al bacio di un meteorologo e spirò al contatto fatale della siringa di un biologo. E ad Alice delle Meraviglie fecero bere da una bottiglia qualcosa che la ridusse così piccina da non poter nemmeno più gridare “Curiosa e sempre più curiosa” e allo Specchio Magico dettero una tal martellata da frantumarlo e con lui far sparire per sempre il Re Rosso e l’Ostrica!»

Tratto da Ray Bradbury – Cronache marziane
Mondadori 2016, traduttore: Giorgio Monicelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *